Esperienze - associazione vaccinare informati

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Ambiente di discussione e raccolta di esperienze sui temi legati alle vaccinazioni
dubbi, contributi, consigli, scambio di esperienze utili a tutti.....
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Post 1 - PERTOSSE
Buonasera, sono la mamma di un bimbo di quasi un anno che non è stato vaccinato.
Vi scrivo per raccontarvi un fatto che ci è successo e che non riesco proprio a mandar giù.
Venerdì scorso il nostro bimbo ha avuto un accesso di tosse molto forte che è durato circa un'ora, continuava a tossire e non riusciva a smettere. Visto che avrei dovuto passare il fine settimana fuori città abbiamo pensato di portarlo in pediatria a fargli controllare i polmoni giusto per stare un po' tranquilli.
Arriviamo lì verso le xxxxxx, l'infermiera prende i primi dati, poi arriva il medico, ci chiede come e quando si è manifestata questa tosse. Rispondiamo che ha avuto un accesso come quello di stasera il xxxxxx precendete, che durante la settimana ha avuto una tossetta normale ma che in generale è stato bene e che stasera si era ripetuto l'attacco di tosse.
Lo visita, nasino, gola, orecchie, ascolta i polmoni valuta i parametri vitali raccolti dall'infermiera e ci dice che non c'è niente di particolare.
Sta per scrivere la diagnosi per rilasciarci il foglio di dimissione e ci chiede se il bambino è stato vaccinato.
Quando gli rispondiamo di no il suo atteggiamento cambia completamente. Dice "allora è pertosse!" e ordina all'infermiera di fare un prelievo del sangue per fare un esame specifico per la ricerca del battere della pertosse. Noi cadiamo dalle nuvole e nella preoccupazione, la sensazione netta è che voglia solo spaventarci.
In quel mentre il bimbo tossisce un po' e lui riconferma la diagnosi senza avere ancora nessun dato alla mano, aggiunge anche che questa è la fase iniziale e che dopo verrano gli attacchi veri, quelli "giusti".
Facciamo il prelievo al bambino, dico facciamo perchè siamo in tre a tenerlo per farlo stare fermo e poi ci mettono in una stanzetta in isolamento ad aspettare il risultato.
Mentre siamo lì l'infermiera viene e probabilmente vedendoci preoccupati ci dice che lei ha sentito vari attacchi di pertosse e che a lei non sembrava fosse il caso di nostro figlio.
Poi torna e ci dice che una parte dell'esame è arrivata, che i globuli bianchi sono un po' alti quindi la diagnosi del medico potrebbe essere corretta.
Ci dice anche che però dobbiamo aspettare un'altra parte del risultato che è quella specifica per la pertosse.
Verso le xxxxx arriva un altro medico a portarci i risultati dell'esame e a fare un colloquio finale. Ci dice che gli esami vanno bene, ci sono solo i globuli bianchi leggermente alti (poi a casa controllo il referto e rientrano ampiamente nei valori di riferimento..) ma non si può fare una diagnosi di pertosse, per farla bisognerebbe fare l'esame specifico ci dice..come? il medico precedente ci aveva detto che avrebbero fatto proprio quell'esame, glielo dico e lui ci risponde che tutti gli esami specifici non vengono eseguiti sull'urgenza ma solo in orario di laboratorio, sull'urgenza viene eseguito solo l'emocromo semplice per verificare se ci sono in atto "cose gravi", dice. Mi arrabbio, chiedo al medico perchè il suo collega era tanto convinto della sua diagnosi e perchè ci ha detto che avrebbero fatto a mio figlio l'esame specifico per la pertosse, lui mi risponde che non si poteva escludere e poi il bambino non è vaccinato...ci consiglia di monitorare la tosse e di fargli lavaggi nasali..io me ne voglio andare di lì il prima possibile, ho la sensazione di aver subito un abuso di potere.
A posteriori penso che se l'esame specifico lo si può fare solo in orario di laboratorio mi sembrava più sensato dirmi di monitorare la tosse e farmi prescrivere l'esame specifico dal nostro pediatra il xxxxx successivo se gli attacchi continuavano a ripetersi, era proprio necessario tenerci lì in isolamento in una stanzetta con un caldo soffocante quasi fino alle xxxxx?! (quando l'altro medico viene a darci il risultato dell'esame prima di andare via lo visita nuovamente!!) Il mio bimbo non aveva febbre, la visita diceva che stava bene, era proprio necessario fare quel prelievo del sangue? per stabilire cosa?? che non c'erano in atto infezioni gravi? ma non avrebbe avuto almeno una piccola alterazione dei parametri vitali e/o almeno una febbricola se era in atto un'infezione grave?
Ma io non sono medico e lì per lì volevo solo andarmene il prima possibile...
ecco, scusate lo sfogo ma questo episodio proprio non mi va giù...
Vi ringrazio per l'attenzione
Cari saluti

Post 2 - AUTISMO
Buongiorno a tutti,
ieri a Lavis si è svolto un incontro con una tematica di grande attualità, l'autismo, organizzato da l'associazione di lavis Lavistaperta; io ero presente all'incontro che devo dire è stato molto interessante, soprattutto ascoltare la testimonianza di due genitori con fliglio autistico. La psicologa durante l'incontro ha riferito che su 10.000 bambini 2 sono autistici e che le cause sono ancora sconosciute ma sembrerebbe sia legato a fattori genetici. Lo scrittore del libro "Il mondo di Sergio", ha riferito che i bambini autistici sono molti di più e che si parla di 116 invece di 2 ed ha focalizzato l'attenzione su come le strutture sia sanitarie che dell'istruzione non siano in grado ancora di affrontare questa patologia.
Ho preso la parola e ho riferito di essere molto contento di essere presente in quanto la tematica è di grande interesse e attualità poichè i bambini autistici sono sempre di più, e a tal proposito, riferendomi ad uno studio che afferma che c'è una stretta relazione tra metalli pesanti e autismo, mi sono rivolto alla psicologa chiedendo se è a conoscenza di questi studi e cosa ne pensa. Inoltre ho focalizzato l'attenzione sulla frase di una mamma che mi ha molto colpito, la quale ha riferito che suo figlio all'età di 5 anni la prima cosa che ha scritto è stata : "PAPA' AIUTAMI HO UN OMINO CHE MI STA ROSICCHIANDO IL CERVELLO", e lo stesso genitore ha detto che i fenomeni di violenza che esercita il bambino è perchè sta veramente male, un malessere fisico che chiude l'individuo in una gabbia e l'unico modo per uscirne è la violenza. Ho ripreso questa frase facendo notare che quando il mercurio entra nel corpo fragile di un bambino e oltrepassa la barriera encefalica ad essere intaccata è l'area del cervello che sovraintende al linguaggio. Ho concluso dicendo che le concentrazioni di metalli pesanti sono presenti nei vaccini e che una mamma di Levico, che avrebbe voluto essere presente, ha rifiutato l'etichetta di AUTISTICO data al figlio e ha riscontrato che con il trattamento di chelazione (o di rimozione dei metalli pesanti) ha avuto dei grossi miglioramenti in suo figlio, che dopo aver perso del tutto la parola ha ripreso a parlare, ad indicare con il dito e a fissare con lo sguardo. Andando indietro nella storia questa mamma ha scoperto che l'intossicazione da metalli pesanti era stata causata dalla vaccinazione.
Alla mia domanda ha risposto subito la psicologa dicendo che è a conoscenza di questi studi e che esiste a verona il CERES
che si occupa anche di queste analisi e che non esclude che dei pazienti hanno avuto grossi miglioramenti con una terapia atta a togliere i metalli pesanti e con una certa dieta. Ha concluso dicendo che la relazione c'è ma non tutti i casi d'autismo si possono ricondurre a quest'ultimi studi.
Alla fine dell'incontro mi sono avvicinato alla psicologa la quale ha manifestato interesse e apertura verso le cose da me riferite. Le ho detto che non sono pochi i soggetti (bambini) che manifestano sintomi di autismo dopo la vaccinazione. Lei allora mi ha detto che quando l'autismo si presenta come blocco di uno sviluppo (cioè ad un certo punto il bambino non parla ecc. ecc.) allora hanno ricontrato (parlava del CERES) che si tratta di intossicazione da metalli pesanti e intervenendo anche su questi si hanno grossi miglioramenti ma nei casi in cui non si parla di blocco non c'è nessun riscontro. Non essendo medico, ci doveva essere Gino per rispondere e io non sono certo all'altezza (spero anzi di non aver detto delle sciocchezze), non ho ribattuto anche perchè Marchesoni Mara si è dimostrata aperta e disponibile a sentire altre persone sull'argomento e a tal proposito mi ha lasciato la sua email (ndr: se siete interessati a scriverle contattateci) dicendomi che se dovesse esserci una pratica medica che dia ai genitori di un bambino autistico dei miglioramenti sarebbe la prima ad utilizzarla ma se non dovesse portare poi un miglioramento per i genitori sarebbe una grossa delusione, e quindi ci vogliono delle certezze....
Spero di non avervi annoiato e vi ringrazio per l'attenzione. Fatemi sapere cosa ne pensate, Michele


Post 3 - VACCINI MPR E DTP
Sono la mamma di un ragazzo quindicenne che purtroppo si è lasciata convincere a fare delle vaccinazioni che, a dire dal personale dell'azienda sanitaria, dovevano essere pressoché innocue tranne, a volte, per un po' di dolore al braccio, per quanto riguardava la dose Difterite-Tetano-Pertosse (DTP), e un po' di febbre o un leggero esantema, per quanto riguardava la dose Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR). Però così non è stato.
Mio figlio ha avuto una reazione avversa a tali dosi per cui è stata effettuata una segnalazione ADR (adverse drug reaction = razione avversa ad un farmaco) tramite l'Azienda Sanitaria circa una decina di giorni dopo la vaccinazione. Ho tenuto informati i medici dell'ambulatorio vaccinazioni costantemente, dal giorno successivo alla vaccinazione, di tutte le problematiche insorte. Il caso di mio figlio, sembra a dir loro, più unico che raro.
Mio figlio ha cominciato ad avere problemi quasi subito (dopo un paio d'ore) e tutt'ora ne porta le conseguenze che per loro "è impossibile che siano colpa delle vaccinazioni". Per quanto riguarda gli effetti collaterali iniziali non vi sono stati problemi, infatti i medici hanno confermato che erano possibili e direttamente imputabili ai vaccini (facendo pure la segnalazione ADR) mentre, in particolare un medico dell'Ambulatorio Vaccinazioni, ha sostenuto più volte che erano impossibili e non collegati alla vaccinazione i problemi sorti successivamente, ossia i problemi scolastici e il protrarsi del mal di testa con la conseguente insofferenza ai rumori.
Mio figlio non ha mai sofferto di mal di testa, tranne in rarissimi casi ossia in presenza di malattia o febbre, e comunque non gli ho dovuto somministrare alcunché. Ora sono quasi 11 mesi che ha mal di testa ossia dal giorno della vaccinazione, assumendo diversi tipi di analgesici senza risultati concreti.
Di seguito cercherò di descrivere quello che è successo sperando che possa servire ad altri, con la convinzione che con quello che ora so sulle vaccinazioni non rifarei, nella maniera più assoluta, quello che purtroppo ho fatto.
All'inizio di marzo 2008 mi è pervenuta una lettera dall'azienda sanitaria dove mi si fissava un' appuntamento per il figlio per il richiamo DIFTERITE + TETANO.
Quando mi sono recata all'appuntamento mi è stato proposto di fare il richiamo trivalente (DTP). Mi hanno chiesto se il ragazzo stava bene (fino ad allora non aveva fatto un giorno di assenza da scuola da settembre), se aveva allergie e se aveva avuto problemi con le altre vaccinazioni.
Alla mia risposta affermativa, ossia che stava bene, non aveva allergie e che mi sembrava non avesse avuto problemi (cosa di cui ora ho forti dubbi), mi hanno proposto di fargli pure il richiamo MPR, visto che aveva fatto la 1 dose circa 15 mesi prima. Alla mia perplessità e alla mia domanda se non erano troppe assieme mi hanno rassicurato che non c'era nessun problema e che era una prassi normale. Quindi gli sono stati somministrati i vaccini DTP e MPR
Dopo un paio d'ore dalla vaccinazione è iniziata "la reazione avversa"; mio figlio ha cominciato ad avere fastidio al braccio sinistro (sede vaccinazione DTP) con successivo indurimento del muscolo e qualche fitta. La sera oltre a questo, ha iniziato ad avere mal di testa e febbricola.
Il giorno successivo aveva indurimento del muscolo, fitte, dolore a muovere il braccio (come fosse lussato) mal di testa e febbricola. Ha passato una notte quasi insonne per via del male sempre in aumento nonostante la somministrazione di antinfiammatori e analgesici.
Al mattino del terzo giorno la situazione è peggiorata: il ragazzo aveva dolore intenso a tutto il braccio e sotto l'ascella (ai linfonodi); dolore muscolare alle articolazioni, specialmente ai polsi e alle ginocchia, e mal di testa. Ha cominciato quindi la terapia antibiotica.
La situazione è ulteriormente peggiorata con il blocco del braccio, dolore sempre in aumento fino al mezzogiorno del giorno successivo. Dopo di che mentre il dolore è cominciato a diminuire persistendo il forte mal di testa con sensazione di caldo alla testa e fastidio ai rumori anche minimi (anche sentir parlare).
Il quinto giorno, è migliorata la mobilità, persistendo il dolore alla muscolatura e alle ghiandole sottoascellari e il mal di testa.
Nei due giorni successivi è persistita la sensazione di gran caldo alla testa (mi diceva che gli sembra di avere un microonde in testa) tanto che gli ho pure tagliato i capelli cortissimi nella speranza purtroppo vana, di un miglioramento; dolore al movimento e al tatto al braccio sinistro.
L'ottavo giorno inoltre inizia ad avere dolore al collo lato sinistro.
I giorni seguenti il dolore fisico (agli arti) piano piano è diminuito persistendo il mal di testa, la sensazione di caldo (microonde in testa) e l'intolleranza al minimo rumore, anche se in misura minore, e mal di pancia da medicinali. E' rimasta la debolezza muscolare oltre che al braccio sinistro alle ginocchia e dolore ascellare. Continua la terapia antibiotica per complessivi 11 giorni.
Dopo 17 giorni ritorna a scuola con un certificato medico che sconsiglia l'attività fisica per 30 giorni per "esiti di reazione vaccinale" in quanto presentava ancora debolezza muscolare (dovevo pure portargli la cartella) e mal di testa.
Purtroppo il rientro in classe ha aumentato il mal di testa e il pomeriggio il ragazzo ha ricominciato ad avere fitte e dolore sottoascellare.
Il giorno dopo quindi l'ho portato al pronto soccorso dove gli è stato riscontrato "intenso dolore a carico dell'arto superiore sinistro con limitazione funzionale; linfoadenopatia ascellare sinistra; dolore cervicale; cefalea persistente". Con diagnosi: "dolore a carico dell'arto superiore sinistro dopo vaccinazione; cefalea ricorrente" con la richiesta di elettroencefalogramma urgente che darà esito "tracciati … compatibili con patologia emicranica".
Rientrato a scuola ha avuto grossi problemi dovuti a forte insofferenza nei confronti della rumorosità degli ambienti scolastici, infatti non riusciva a stare in classe per la totalità delle ore scolastiche per via del mal di testa. C'è stato un evidente cambiamento, notato dalla totalità degli insegnanti, con una regressione sia nell'esecuzione di quello che gli veniva proposto sia per i tempi di esecuzione , di attenzione e concentrazione. Il fatto che non riusciva a fare quello che faceva prima della vaccinazione era evidente specialmente in matematica.
Piano piano la situazione è andata migliorando sia per quanto riguarda l'insofferenza ai rumori che per l'andamento scolastico ma rimane sempre il mal di testa, una debolezza muscolare (specialmente alle ginocchia) e ancora un lieve male al braccio sinistro.
Durante l'estate la situazione è ulteriormente migliorata per poi peggiorare con la ripresa della scuola.
Il nuovo ambiente scolastico (1a superiore) si è presentato molto caotico (classe di 25-27 ragazzi) per cui il mal di testa è tornato ad aumentare tanto da dovergli dare dei medicinali antiemicrania. Tutt'ora il mal di testa è ancora presente e aumenta con l'aumentare del rumore o caos; diminuisce con la tranquillità ma è sempre presente seppure in misura minore e ha ancora un fastidio alle ginocchia.
Da un paio di mesi, vista l'inutilità degli analgesici, ha iniziato una cura omeopata con un leggero miglioramento. Spero veramente che un giorno mio figlio mi dica:"Mamma non ho più mal di testa".
P. (TN)

Post 4 - VACCINI E DERMATITE ATOPICA
Ciao, sono Annalisa mamma di un bambino di nome Giacomo, che adesso ha 20 mesi.
Premetto che ero una sostenitrice dei vaccini, ed ancora con la panciona, una mia cara vicina,  mi disse di informarmi e di non vaccinare il mio piccolo, ma naturalmente non mi informai e non gli diedi retta. Pensavo fosse una mitomane, che crea panico dove non esiste.
Nacque Giacomo, sano, il LUGLIO 2007 e il SETTEMBRE 2007 la prima vaccinazione esavalente (aveva solamente 2 mesi), 6 in una, sembra quasi un offerta del supermercato.
Naturalmente non vi fu nessuna visita preventiva, ne da parte della pediatra, ne da parte del medico che supervisiona le vaccinazioni, nessuna domanda e nemmeno avvertimento, un piccolo bigliettino (bugiardo) con delle avvertenze per come e quando somministrare la tachipirina in caso di febbre e mi dissero di aspettare soli 20 minuti per qualche rara, ma quindi esistente, allergia o choc anafilattico (solo adesso mi rendo conto di quanta ignoranza (=non sapere) ci sia in queste decisioni, prese senza una giusta e doverosa ricerca della verità, anche perchè parliamo dei nostri figli e della loro salute).
Nel pomeriggio giacomo scotta, e mentre dorme si lamenta, come stesse soffrendo, io comincio a preoccuparmi e la febbre sale.... lui e' nella culla e continua a lamentarsi, ma ha mangiato bene a mezzogiorno e un'oretta fa dormiva come un angelo....cosa sta succedendo!!!??
ok, leggo il bugiardino, e somministro la tachipirina, meno delle dosi consigliate, ma lo faccio, (penso spesso che se non l'avessi fatto forse il suo corpicino avrebbe combattuto l'infezione, e forse si sarebbe autogestito e guarito da solo). e verso sera ha ancora un po' di febbre, ma dorme e riposa nella sua culla serenamente.
L'indomani Giacomo sta bene, e tutte le mie angosce sono terminate.
Un paio di giorni dopo però compaiono sul viso delle macchie rosse, che Giacomo si gratta in continuazione, mi dicono che e' il mio latte, e che devo mettermi a dieta, (ma per 2 mesi ho mangiato di tutto, dai broccoli al piccante, e mio figlio aveva una pelle splendida), cosi inizio a mangiare scondito, ma anche questo sembra faccia peggiorare la situazione, Giacomo sembra un lebbroso ed è tutto concentrato sul viso e collo...si gratta fino a farsi venire sangue e si formano delle pustole che spurgano sebo, e puss....
E' ora di andare dalla pediatra, che naturalmente incolpa il mio latte, e che mi mette a dieta ferrea....dermatite atopica dice, poi mi fa una ricetta per una pomata al cortisone e mi dice che con questa passerà.
Arrivo a casa un po' avvilita, il mio latte, ma come può essere, ...non volevo capire, non volevo vedere....
Comunque anche con la crema della dottoressa il mio cucciolo peggiora di giorno in giorno, ne' la dieta ne' il cortisone fanno migliorare il suo volto, che assomiglia ad un lebbroso....
Prendo una visita specialistica da un dermatologo stimato (€100) che mi da la stessa diagnosi, dermatite atopica, cortisone e  creme altamente idratanti, infatti la situazione non cambia ed il volto del mio piccolo peggiora sempre più. In quel periodo Giacomo inizia a  non dorme più la notte per il prurito, non mangiare  per il fastidio e piangere di continuo...
La mia solita vicina che mi incontra per caso in passeggiata, si avvicina e con sorpresa guarda Giacomo dicendo :
" senti ma non é che l'hai vaccinato e questo e' il risultato??!!", dicevo no con la testa ma nel mio cervello si e' accesa una lampadina , il vaccino, come...poteva essere....eppure l'unica cosa che avrebbe potuto scatenare quella reazione...non poteva che essere il vaccino (anzi i sei vaccini dell'esavalente).....
Da qui mi sono informata, e ne so di più della mia pediatra su vaccini e reazioni allergiche.....ed avverse; dovevo disintossicarlo!
Dopo ho inioziato a curare  con omeopatia e prodotti naturali Giacomo che è praticamente guarito e mangia di tutto, ma non posso non pensare a cosa sarebbe potuto succedere se avessi continuato i cicli di vaccinazioni....
Sono esterrefatta nell'essere consapevole di come la gente la pensa sui vaccini, del devastante lavaggio del cervello che la nostra cultura ci ha indotto,  ma ancor di più mi rendo conto dell'omertà che spesso ci circonda (medici compresi)
Informatevi prima di vaccinare i vostri figli....e' un nostro dovere oltre che un nostro diritto!
Grazie alla vicina comunque!

lo svezzamento.....
Riflessioni e Consigli su Svezzamento e Alimentazione Adulta

In questo lavoro presento le mie convinzioni personali, frutto di esperienza diretta e di quella di molte famiglie a me vicine; ritengo doveroso precisare che non vi è alcuna pretesa scientifica ma solamente un intento divulgativo per far riflettere sull’alimentazione, e in particolare sullo svezzamento.
Prima di iniziare a parlare di svezzamento, ritengo doveroso accennare al primo nutrimento del bambino, cioè al latte materno. Nessun alimento è più completo, sano ed equilibrato per la crescita del bambino di quello che la natura ha provvidenzialmente messo a disposizione. Dopo decenni in cui, complici anche le case produttrici, si è dato per scontato che il latte artificiale fosse migliore, perché frutto della “scienza”, si è finalmente fatto un passo indietro.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità continua infatti a ribadire l’assoluta superiorità del latte materno, e raccomanda alle mamme di farne l’alimento esclusivo per i propri bambini per almeno sei mesi. Esistono organizzazioni no-profit che aiutano le mamme ad affrontare con successo l’allattamento; per brevità qui mi limito a ricordare solamente “La Leche League” (Lega per l’allattamento materno), attiva in molte regioni italiane (vedi www.lllitalia.org).

In quale momento della crescita è opportuno affiancare al latte materno un altro alimento? Quando è il momento di iniziare lo svezzamento? In primo luogo dovremmo riflettere sul fatto che, essendo ogni individuo unico e irripetibile, avrà anche tempi personalissimi per voler cominciare ad alimentarsi con cibi diversi dal latte. Anziché considerare lo svezzamento il momento in cui, per decisione di qualcuno, genitori o pediatra, nonni o convenzioni sociali, si somministra al piccolo un nuovo alimento, dovremmo cominciare a pensarlo come il momento in cui il bambino manifesta interesse per qualcosa di diverso. Osserviamo con attenzione i nostri cuccioli e scopriremo quanto essi siano “competenti”, cioè quanto l’istinto sappia enormemente guidarli verso le scelte più opportune, nel momento migliore. Se il bambino ha messo già i primi dentini, se riesce a  stare seduto da solo, se riesce ad afferrare e portarsi alla bocca qualcosa da solo, se sa dire di no con il capo, se è incuriosito dal cibo dei genitori, allora probabilmente sarà pronto per provare ad alimentarsi con qualcosa di solido.
Ai genitori  vorrei raccomandare di osservare queste semplici regole:
1)rispettare i tempi del bambino, non aver fretta di bruciare le tappe. Ricordare che il bambino avrà una vita davanti per mangiare cibi solidi; aspettare qualche mese in più non pregiudica nulla nel suo sviluppo;
2)agire con calma e pazienza al momento del pasto. Non scoraggiarsi se il bambino non gradisce il nuovo cibo, ma riprovare dopo alcuni giorni o settimane;
3)utilizzare cibi sani e genuini, preparati in modo da salvaguardare il più possibile il loro valore nutrizionale.
La mia esperienza personale mi spinge a sottolineare che ogni bambino è diverso, ha propri ritmi e tempi di crescita e di sviluppo; imparare a rispettarli è un dovere per i genitori, così come guidarlo con serenità verso la propria maturazione.........

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